Ababo Docenti
Guido Molinari

Prof. Guido Molinari

Guido Molinari è critico d’arte e curatore di eventi espositivi.
Attualmente è co-curatore della sezione Residenze d’artista presso il Museo Zauli a Faenza.
Collabora con la rivista Fruit of the Forest.

In passato ha collaborato con le riviste Flash Art Italia e International.
Ha insegnato: Comunicazione Visiva e Storia della Grafica presso l’Istituto Europeo di Design di Milano, Storiadel Design presso l’I.S.I.A. di Firenze e di Faenza, Estetica e Teoria della Percezione nell’ambito dell’insegnamento presso le Accademie di Belle Arti, Storia dell’Arte nell’ambito dei corsi abilitanti SSIS (presso l’Università degli Studi di Bologna) e nell’ambito dei corsi abilitanti Cobaslid (presso l’Accademia di Belle Arti di Firenze).

Insegna in ABABO:
Psicologia dell’arte

L’esame fornisce 6 crediti formativi.
Il corso si articola in due aree tematiche di riferimento.
La prima propone un orientamento generale e storicizzato alla materia così da permettere allo studente di familiarizzare con le problematiche fondamentali inerenti la disciplina.
Tale approccio prevede la conoscenza da parte dello studente del testo di S. Ferrari Nuovi lineamenti di una psicologia dell'arte. A partire da Freud.
La seconda area d'indagine teorica offre un approfondimento su tematiche specifiche tra loro connesse.
In particolare verranno analizzate le leggi identificate da S. Freud, definite “condensazione” e “spostamento”, che regolano la formazione dei sogni.
Tali nozioni verranno prese in considerazione in rapporto all'operare artistico.
A tale proposito è richiesta la conoscenza della breve dispensa di G. Molinari Gli effetti di straniamento nell'arte contemporanea: condensazione, spostamento ed altre forme di decontestualizzazione.

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Psicosociologia dei consumi culturali

Il corso propone un’analisi della produzione cinematografica di matrice hollywoodiana.
Verrà considerata la struttura della sceneggiatura in quanto strumento volto ad intercettare istanze connesse alla sfera dell’inconscio collettivo al fine di poter suscitare un vasto impatto emotivo sull’audience.
La fruizione cinematografica, in quanto consumo culturale, viene considerata seguendo un profilo sociologico improntato alle principali teorie della psicoanalisi.

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