Percorsi pittorici a Ca’ la Ghironda
In occasione di Opentour 2026 la mostra Percorsi – coordinata dal Prof. Franco Savignano presso il Museo Ca’ la Ghironda ModernArtMuseum di Ponte Ronca di Zola Predosa (BO) – ha raccolto una selezione di opere realizzate dagli studenti del triennio del Corso di Pittura dell’Accademia di Belle Arti di Bologna,restituendo la ricchezza e la pluralità delle ricerche sviluppate all’interno del percorso formativo.
La mostra si è configurata come una mappa aperta di esperienze, linguaggi e visioni, in cui ogni lavoro rappresenta una tappa di un cammino individuale e collettivo. La pittura emerge non come disciplina circoscritta, ma come campo d’indagine capace di dialogare con la memoria, il corpo, l’immagine, lo spazio e le urgenze del presente. I lavori esposti hanno testimoniato la complessità di una generazione di giovani artisti che affronta il confronto con la tradizione senza rinunciare alla sperimentazione, attraversando pratiche figurative, astrazioni, processi informali e contaminazioni interdisciplinari. In questa varietà di approcci si riconosce il valore dell’Accademia come luogo di ricerca, di confronto e di crescita critica.
Più che un punto di arrivo, Percorsi ha rappresentato un momento di condivisione di processi in divenire: un’occasione per osservare come la formazione artistica si traduca in ricerca personale e come la pittura continui a essere uno strumento vitale di conoscenza, interpretazione e trasformazione del reale.
La commissione del Museo Ca’ la Ghironda – costituita dalla Dott.ssa Maria Luisa Martani Direttrice del Museo, dalla Dott.ssa Laura Martinelli, storica dell’arte e dal Prof. Franco Savignano, coordinatore artistico del progetto – ha quindi stabilito di conferire ai tre progetti selezionati i seguenti premi.
Premio Associazione Culturale Francesco Martani
Il premio viene conferito alla giovane artista Desiree Pizzol per aver saputo affrontare la tradizione figurativa con uno sguardo contemporaneo e consapevole. Nella sua ricerca, la memoria della pittura classica non si presenta come semplice citazione o esercizio stilistico, ma come terreno vivo d’indagine, capace di generare nuove possibilità espressive. L’opera rivela una raffinata sensibilità nel cogliere, all'interno della costruzione figurale, gli aspetti informali dell’immagine: quelle
tensioni, quelle vibrazioni e quelle tracce che precedono e oltrepassano la forma stessa. Attraverso questo dialogo tra ordine classico e libertà del segno, l’artista restituisce alla pittura la sua natura più autentica: essere al tempo stesso memoria e scoperta, presenza e trasformazione. Per la maturità della ricerca, per la qualità del linguaggio pittorico e per la capacità di rinnovare la tradizione attraverso una visione personale, le viene assegnato questo premio con vivo apprezzamento.
Menzione Speciale
La menzione speciale viene conferita alla giovane artista Sara Furini per la coerenza e l’intensità di una ricerca che individua nell’archetipo del rituale un luogo privilegiato di riflessione sull’esperienza umana. Attraverso un linguaggio visivo personale e rigoroso, l’opera indaga gesti, simboli e memorie collettive che attraversano il tempo, restituendo al fare artistico una dimensione di soglia tra il visibile e l’invisibile.
La sua ricerca si distingue per la capacità di trasformare il rito in esperienza contemporanea, facendo emergere la permanenza di forme ancestrali nel presente. In questo dialogo tra memoria, corpo e simbolo, l’artista costruisce un immaginario evocativo e profondo, capace di interrogare le radici culturali e spirituali dell’esistenza.
Per l’originalità della visione, la sensibilità della ricerca e la qualità del percorso intrapreso, viene assegnata questa menzione speciale con vivo apprezzamento.
Menzione Speciale
La menzione speciale viene conferita al giovane artista Zahaid Hussen per aver sviluppato una ricerca fondata sulla metamorfosi della forma e del significato, attraverso l’uso essenziale del nero su fondo bianco. Gli animali, tracciati con un gesto pittorico libero e incisivo, si dissolvono in colature che generano inattese presenze umane, dando vita a immagini sospese tra istinto e coscienza. La fluidità della materia diventa così strumento narrativo e simbolico: un processo di trasformazione continua in
cui l’umano emerge dall’animalità originaria. L’opera invita a riflettere sul legame profondo che unisce natura e identità, restituendo alla pittura una dimensione evocativa capace di coniugare forza espressiva e rigore formale. Per l’originalità della visione, la sensibilità della ricerca e la qualità del percorso intrapreso, viene assegnata questa menzione speciale con vivo apprezzamento.