Flusso di temporalità. Il Tempo come virtualità incarnata
Mostra
Venerdì 15 maggio alle ore 10.30 l’Aula Magna dell’Accademia di Belle Arti di Bologna ospita l’inaugurazione della mostra Flusso di temporalità: del tessere, del tingere, del modellare, dell’incidere, del ritmare / Il tempo come virtualità incarnata con cui giunge a compimento il progetto di collaborazione internazionale tra la Scuola di Grafica d’Arte dell’Accademia di Bologna, la Facoltà di Belle Arti di Lisbona, la Facoltà di Belle Arti dell’Università di Granada e l’Accademia di Belle Arti Strzemiński di Łódź.
La mostra, visitabile negli spazi espostivi sotterranei fino al 31 maggio, si inserisce in un più ampio progetto dedicato all’esplorazione del tema del Tempo, indagato attraverso una pluralità di dimensioni e prospettive, con particolare attenzione alla valorizzazione di pratiche antiche e ancestrali.
L’obiettivo è stato quello di tracciare percorsi di ricerca e studio capaci di rendere il passato una risorsa viva e attiva nella formazione degli studenti. Tra i risultati più significativi della collaborazione si evidenzia anche l’arricchimento degli archivi museali delle istituzioni coinvolte, grazie allo scambio delle opere presentate in mostra.
Per l’Accademia di Belle Arti di Bologna hanno preso parte al progetto i docenti Evgeniya Hristova, Serena Pagnini e Agim Sako, responsabili degli aspetti tecnico-esecutivi e didattico-critici, affiancati da Chiara Guerzi e Micla Petrelli per i contributi teorici nell’ambito della ricerca storico-artistica ed estetico-filosofica.
Nella stessa giornata sarà presentata anche la mostra Un’ellisse pittorica - Fluttuando con Cassini con opere grafiche e pittoriche di José Quaresma, docente presso la Facoltà di Belle Arti di Lisbona.
Le opere allestite presso l'Ala Collamarini dell'Accademia di Bologna sono ispirate all’incontro tra l’osservazione della meridiana di Giovanni Cassini nella Basilica di San Petronio e la successiva suggestione delle incisioni dell’atlante Selenografia da cui emergono visioni “fuori orbita” e affascinanti richiami pareidolitici.