ARTalk 2026
Incontri in Accademia con i protagonisti delle mostre organizzate nell’ambito di ART CITY Bologna 2026
Nelle giornate del 5, 6 e 7 febbraio, l’Accademia di Belle Arti di Bologna ospita ARTalk, un ciclo di cinque incontri per approfondire le poetiche di alcuni dei protagonisti di mostre personali previste per ART CITY Bologna 2026, realizzato con il coordinamento della Prof.ssa Marinella Paderni.
5 febbraio, ore 11.00
Flavio de Marco dialoga con Carmen Lorenzetti
In occasione di ART CITY 2026, Flavio de Marco ha ideato uno speciale progetto espositivo per Villa delle Rose dal titolo Screen Life, a cura di Lorenzo Balbi, che attraversa ventisei anni di attività offrendo una lettura estesa
della sua ricerca pittorica. Sin dalle prime tele dedicate alle schermate del computer, De Marco indaga l’esperienza del nuovo paesaggio contemporaneo dalla vita analogica a quella digitale, ridefinendo la percezione del reale. Negli anni questo spazio ha continuato a rappresentare per l’artista il campo di riflessione privilegiato attraverso cui indagare soggetti differenti che spaziano dalla natura morta al ritratto, generi pittorici in cui l’esperienza del reale diventa proiezione in uno spazio immateriale.
6 febbraio, ore 10.30
Giuseppe Pietroniro dialoga con Marinella Paderni
In occasione di ART CITY 2026, Giuseppe Pietroniro presenta la sua prima personale presso la LABS Contemporary Art dal titolo ...dove tu stai, anche io sarò, a cura di Giuliana Benassi, un progetto inedito che guarda all’architettura della galleria come a un contesto narrativo, in cui i concetti di spazio scenico e spazio testuale si fondono. Pietroniro utilizza le pareti come fogli di carta, affidando alla linea sottile della grafite il compito di intessere il filo logico della presunta trama. Tutta la mostra cuce opere di vari materiali e proporzioni, ciascuna partecipando al gioco di ambiguità di percezione innescato con il luogo. Come un’unica messa in scena, gli interventi “recitanti” danno luce a visioni ubique attraverso contrastanti fragilità e seduzioni prospettiche.
6 febbraio, ore 16
Matt Connors dialoga Stella Bottai
In occasione di ART CITY 2026, Matt Connors inaugura la nuova galleria Herald ST | Bologna con una personale dal titolo Cooperative Village. La sua pittura esplora gli intricati meccanismi di creazione e percezione delle immagini, i suoi dipinti e disegni nascono da un processo di stratificazione e rielaborazione di forme estratte dall’ambiente circostante. Nel tempo, queste forme riconoscibili vengono progressivamente oscurate dall’applicazione ripetitiva di colore e linea: la riduzione e la dilatazione visiva dell’influenza creano opere permeate da una presenza quasi psichedelica. Materialità e azione esistono come punti di partenza equivalenti nell’opera di Connors, i dettagli vengono colti, elaborati e rielaborati, sia all’interno di un unico dipinto che simultaneamente su più dipinti. I segni accumulati nel tempo trascorso in studio diventano parte integrante del suo lavoro, e le superfici registrano ogni momento della loro creazione.
7 febbraio, ore 11.00
Anneke Eussen dialoga con Guido Molinari
Alla sua prima personale italiana in occasione di ART CITY 2026, Anneke Eussen presenta presso la Galleria Studio G7 la mostra If only…, titolo che evoca uno slittamento di tempo, rimandando a qualcosa che si attende per il futuro o che sarebbe potuto accadere nel passato, pur rimanendo connesso al tempo presente. La mostra riunisce opere inedite che si fanno metafora di possibilità, desiderio e nostalgia, intrecciando piani temporali differenti che coesistono e si richiamano reciprocamente. L’abilità nel raccogliere e riconfigurare frammenti architettonici, superfici segnate dal tempo e materiali di risulta contraddistingue la pratica artistica di Anneke Eussen. Attraverso vetro, marmo e altri supporti, l’artista indaga i processi di trasformazione nel loro essere in divenire, dando vita a composizioni a tratti minimaliste dove ogni elemento conserva le tracce del proprio trascorso.
7 febbraio, ore 16.30
Délio Jasse dialoga con Marco Scotini
In occasione di ART CITY 2026, Délio Jasse presenta presso la AF Gallery la personale dal titolo The Angolan File, a cura di Marco Scotini. Archivi, memoria coloniale e antiche tecniche di stampa costituiscono alcuni dei nuclei centrali della ricerca dell’artista, che assume la fotografia come punto dib partenza per trasformarla in uno strumento di indagine e rilettura critica del passato. Nel suo lavoro fotografico, intreccia spesso immagini trovate con indizi di vite passate (fototessere ritrovate, album di famiglia) per tracciare collegamenti tra fotografia e memoria. Jasse è noto per aver sperimentato processi di stampa fotografica analogici (come la cianotipia e i primi processi di stampa Van Dyke Brown), oltre ad aver sviluppato tecniche di stampa personalizzate. Ricorre ai processi analogici per sovvertire la riproducibilità del mezzo fotografico, creando sottili varianti e utilizzando pittura, luce liquida, foglia d’oro e collage.
Ingresso libero fino a esaurimento posti
Alle studentesse e agli studenti che parteciperanno agli incontri previsti per ABABO ART WEEK 2026 saranno riconosciuti 1 CFA ogni due incontri.