ABABO White Night 2026
Sabato 7 febbraio 2026, l’Accademia di Belle Arti di Bologna presenta al pubblico ABABO White Night, il programma di eventi di ABABO Art Week per ART CITY White Night, la notte bianca dell’arte realizzata da BolognaFiere nell’ambito di ART CITY Bologna 2026.
Apertura straordinaria dalle ore 21 alle 24 per ABABO OPENSHOW, la grande esposizione diffusa che occuperà gli spazi didattici e laboratoriali con le opere di studentesse e studenti dei Dipartimenti di Arti Visive e di Progettazione e Arti Applicate.
Nella sala espositiva sotterranea dell’Accademia di Belle Arti di Bologna, dedicata alle opere delle artiste e degli artisti dei Corsi di Dottorato XL e XLI del ciclo Linguaggi, materiali, processi e sostenibilità nella produzione artistica contemporanea, coordinato da Fabiola Naldi, il pubblico potrà assistere a una serata di performance. Isabella Mongelli presenterà 1999, proposta in tre repliche alle ore 21.15, 21.45 e 22.30, Alle ore 22, nella Segreteria Didattica, Eva Geatti porterà in scena per la prima volta la performance L’affaccio primitivo.
In Aula Magna, dalle ore 21 alle 24, sarà possibile assistere a Minimum Sonoritas @Magna, un intervento sonoro che alternerà in loop due diverse sonorizzazioni: Onigiri Limon’, a cura di Danilo Danisi, e Obliquità acustiche, a cura di Marco Cesare Consumi in collaborazione con lo studente Martin Hintelbrand. Entrambe le prove acustiche sono state concepite appositamente come tappeto sonoro per la mostra “I 100 anni di Nino Migliori”. I Manichini. Identità, organizzata da do ut do.
In Aula Clementina, a partire dalle ore 21 fino alle 24, un gruppo di giovani artisti e artiste coordinato dal Prof. Gabriele Lamberti, daranno vita a Gabinetto Magico Auratico, una pratica di disegno fondata su un approccio al ritratto estemporaneo interpretato secondo categorie ispirate dall’energia interiore, dall’aura di tutte quelle persone del pubblico che si presteranno ad essere raffigurate e che riceveranno in dono il proprio ritratto.
In Aula Studio, dalle 21 alle 23, si potrà assistere a Volumi sensibili, un progetto a cura della Prof.ssa Elisabetta Zanelli, in cui abiti scultorei, dai volumi azzardati e dalle texture inusuali, si espandono nello spazio, dando forma alle ricerche del Biennio di Fashion Design sul dialogo tra Arte e Moda. In questo incontro tra arte e moda, l’abito diventa opera, scultura o spazio di narrazione e mezzo per esplorare la propria identità.
Lo stesso spazio ospita, dalle 21 alle 24, la videoproiezione immersiva Fusione, realizzata dal corso di Digital Video sotto il coordinamento del prof. Mikkel Garro. La fusione è qui intesa come un atto di ribellione nei confronti di un’estetica e di una logica fondate sulla guerra, sulla decostruzione e sulla distruzione: una critica ai processi di disgregazione, divisione, scissione e separazione propri del razionalismo. La proiezione resterà visibile
per tutta la notte, anche dall’esterno, in via Irnerio 45C.