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Arts as your future Gallery tesi SERVO ACQUA. Corpo, gesto e spazio in una nuova quotidianità domestica
SERVO ACQUA. Corpo, gesto e spazio in una nuova quotidianità domestica

SERVO ACQUA. Corpo, gesto e spazio in una nuova quotidianità domestica

«Se vuoi fare il designer, devi scegliere se dare senso alle cose o far denaro», scriveva Buckminster Fuller.

È questo dilemma etico a ispirare Servo Acqua, progetto che si sottrae
alle logiche commerciali per recuperare un senso più autentico nella cura dei gesti quotidiani.
Nelle case contemporanee l’acqua è diventata un servizio nascosto, relegato a cucina e bagno per effetto di una razionalizzazione tecnica, non per necessità reale. L’acqua corrente ha eliminato la fatica dell’approvvigionamento, ma ha creato distanza: è presente in casa, eppure separata dai gesti quotidiani come bere, innaffiare, prendersi cura di piante o animali.
Il progetto si chiede perché l’acqua non possa essere accessibile ovunque nell’abitazione. Servo Acqua non sostituisce rubinetti né richiede nuove infrastrutture, ma propone un oggetto mobile, un “servomuto d’acqua”, che la porta dove serve, senza modifiche strutturali. Non è un ritorno nostalgico al pozzo né mera funzionalità da rubinetto, ma una terza via: acqua mobile e integrata nei ritmi domestici.
Il progetto raccoglie l’eredità del design italiano essenziale, dai Servi dei Castiglioni a Francesco Faccin, con un approccio che affianca lo spazio domestico senza imporsi.
Servo Acqua rende così di nuovo visibile l’alleanza quotidiana tra corpo e acqua, mostrando che il design può essere relazione prima che funzione.