L’elaborato si intitola Forme del sacro nell’arte contemporanea: luce, vuoto e corpo come veicoli di trascendenza e indaga il riemergere della dimensione del sacro nell’arte contemporanea, interpretandolo non come ritorno all’uso religioso di simboli tradizionali, ma come trasformazione della spiritualità all’interno della cultura postsecolare.
Attraverso un approccio storico-critico e interdisciplinare, vengono analizzate le principali riflessioni teoriche sul rapporto tra arte, trascendenza e aura, per poi esaminare il contributo di artisti che hanno ridefinito il linguaggio del sacro mediante l’astrazione, il monocromo, la luce, il vuoto e il corpo. Da Kandinskij a Rothko, da Fontana a Turrell, fino a Bill Viola e Anish Kapoor, emerge come l’opera contemporanea si configuri sempre più come esperienza percettiva ed esistenziale, capace di attivare processi di contemplazione e riflessione sul senso dell’esistenza.
La tesi sostiene che la spiritualità costituisca una linea di continuità nella produzione artistica contemporanea e che l’arte continui a operare come dispositivo di mediazione tra esperienza sensibile e trascendenza, offrendo nuove forme di accesso all’assoluto al di fuori dei tradizionali paradigmi religiosi.