Dentro gli schermi, fuori dagli schemi
Nell’ambito del progetto Edvance DEH l’Accademia di Belle Arti di Bologna organizza un ciclo di seminari di knowledge building rivolti a docenti, dottorande e dottorandi dedicati al rapporto tra arte e tecnologia,
I seminari si svolgeranno con una modalità inedita, ibrida tra conferenza e workshop. L’intento è quello di superare il modello frontale tradizionale e attivare un processo partecipativo di costruzione della conoscenza. La prima parte dell’incontro sarà dedicata alla presentazione di esperienze, ricerche e pratiche progettuali da parte degli e delle ospiti che forniranno una cornice di esperienze e casi studio concreti. Quest’ultimi costituiranno il punto di partenza della seconda fase di riflessione condivisa: uno spazio di confronto dialogico strutturato attorno a momenti di confronto guidato, discussione critica e attivazione delle e dei partecipanti.
L’ibridazione tra conferenza e workshop consente di coniugare l’approfondimento di pratiche artistiche legate alla tecnologia con la dimensione esperienziale e di co-progettazione.
Programma degli incontri
Mercoledì 22 aprile 2026 _ ore 15.00
Aula Magna
Carlo Zanni
La tecnologia come materia da decostruire
Un viaggio attraverso la tecnologia intesa non solo come strumento, ma come materia prima da decostruire e analizzare. Carlo Zanni porta avanti una ricerca che sfida i confini tra analogico e digitale, tra gesto pittorico e flusso invisibile dei dati in rete.
La sua pratica artistica si esprime attraverso video, suono, animazione, scultura, IA, pittura, fotografia e installazione, con cui combina una spiccata coscienza sociale a un’attenzione alla privacy, all’identità e al sé.
Artista concettuale italiano, Carlo Zanni adotta un approccio distintivo in cui pittura e arte digitale dialogano continuamente. Le sue opere effimere, basate sul tempo, esplorano lo spazio pubblico del web e sono state esposte in gallerie e musei di tutto il mondo.
Martedì 5 maggio 2026 _ ore 11.30
Aula Magna
Leonardo Sangiorgi / Studio Azzurro
La tecnologia come corpo nello spazio
Il lavoro di Studio Azzurro ridefinisce il concetto di spazio espositivo, trasformandolo da semplice contenitore a organismo sensibile e reattivo. L’esperienza di Leonardo Sangiorgi restituisce uno sguardo su dispositivi, identità e memorie che approda alla creazione di architetture multimediali dove il fruitore diventa attivatore di un universo narrativo. Partecipazione e interazione sono alla base di una poetica che coniuga la tecnologia con un’arte dalla forte vocazione sociale.
Leonardo Sangiorgi è tra i fondatori dell’importante laboratorio di videoarte e sperimentazione visiva Studio Azzurro. Autore di videoambienti, ambienti sensibili, percorsi museali, performance teatrali e film, ha inaugurato la formula dei musei di narrazione.
Giovedì 21 maggio 2026 _ ore 11.30
Aula Magna
Lucia Rebolino
La tecnologia come strumento da indagare
Lucia Rebolino concepisce la propria pratica come uno spazio in cui diversi rami della scienza, dell’arte e del design possono concettualizzare, criticare, visualizzare e provocare nuove estetiche, portando lo sguardo verso sistemi complessi e invisibili. In una pratica che intreccia competenze di architettura, cartografia e computer science, Lucia Rebolino osserva e utilizza strumenti tecnologici, tra cui l’IA, non come mero meccanismo generativo, ma come lente critica per analizzarne modelli e limiti intrinseci.
Lucia Rebolino è artista, architetta e computational designer, attualmente ricercatrice presso Forensic Architecture a Londra. Il suo approccio ibrida scienza e arte in estetiche digitali, per indagare come le tecnologie computazionali influenzano la produzione della conoscenza.