Dottore di ricerca in Estetica e giornalista professionista, Marco Enrico Giacomelli (Torino, 1976) ha studiato filosofia alle università di Torino, Bologna e Paris 8. Dall'inizio del XXI secolo ai primi mesi del 2023 è stato direttore responsabile e vicedirettore editoriale prima di “Exibart.onpaper” e poi di “Artribune Magazine”. Insegna alla NABA di Milano, allo IED di Torino, all'Accademia di Belle Arti di Verona e all'Accademia di Belle Arti di Bologna, e ha insegnato all'Accademia Albertina di Belle Arti di Torino. Ha scritto decine di articoli di taglio giornalistico e accademico, nonché un libro su Documenta 13 (“Ma dove sono le opere d'arte?”, Castelvecchi, 2023), uno su Mike Kelley (“Di tutto un pop”, Johan and Levi, 2014) e uno su René Daumal (“Un filosofo tra Patafisica e Surrealismo”, Bulzoni, 2011). Ha tradotto testi di Gilles Deleuze, Marc Augé, Nicolas Bourriaud e Boris Groys, nonché pubblicato un'edizione critica del diario scritto da Achille Compagnoni in occasione della prima ascesa del K2 (Marsilio, 2014, con una esposizione al Museo della Scienza e della Tecnologia di Milano). Le ultime mostre d'arte che ha curato sono state: "Don Yuan" di Gianni Colosimo e Luisa Bruni (Riccardo Costantini Contemporary, Torino 2023); "L'elefante nella stanza" di Carlo Galfione (Il Fondaco, Bra 2024); "A passo lento. Capogrillo e il Re di Pietra" di Cristina Saimandi (Palazzo Comunale e Cappella Marchionale, Revello 2025, con la direzione artistica del mediometraggio omonimo). Dirige l'Instagram magazine “Art Cluster Zine” ed è cofondatore dell'agenzia di comunicazione Art Cluster. Insieme a Olga Gambari cura l'evento annuale “Metal Soundz”, e con Franco Broccardi e Arianna Testino ha fondato il progetto Quitting. Cura su “Il Giornale dell'Arte” la pagina di estetica e collabora con le riviste “Antinomie”, “Grafica Magazine” e “Machina”.
Prof. Marco Enrico Giacomelli
Dottore di ricerca in Estetica e giornalista, Marco Enrico Giacomelli ha studiato filosofia alle università di Torino, Bologna e Paris 8. Fra le sue pubblicazioni: “Ma dove sono le opere d'arte?” (Castelvecchi, 2023), “Di tutto un pop” (Johan and Levi, 2014) e “Un filosofo tra Patafisica e Surrealismo” (Bulzoni, 2011).
Insegna in ABABO:
Antropologia Culturale
/ in Pittura
Il corso di Antropologia culturale sarà modulato in modo da accostare il più possibile l'Antropologia dell'arte, mantenendo come obiettivo la conoscenza dei capisaldi storici e concettuali della disciplina. La parte istituzionale sarà delegata allo studio del manuale.
Durante le lezioni si affronteranno alcune teorie esposte nel manuale, ma il corso non consisterà nella parafrasi di quest'ultimo, bensì in approfondimenti tematici talora focalizzati su un singolo autore, ma più spesso attraverseranno più autori – intendendo con quest'ultimo termine sì gli antropologi, ma anche storici dell'arte, sociologi, urbanisti, politologi e artisti. In altre parole, l'approccio diacronico della parte istituzionale-manualistica sarà affiancata da un approccio sincronico nella parte monografica.
Antropologia Culturale
/ in Didattica e comunicazione dell’arte
Il corso di Antropologia culturale sarà modulato in modo da accostare il più possibile l'Antropologia dell'arte, mantenendo come obiettivo la conoscenza dei capisaldi storici e concettuali della disciplina. La parte istituzionale sarà delegata allo studio del manuale.
Durante le lezioni si affronteranno alcune teorie esposte nel manuale, ma il corso non consisterà nella parafrasi di quest'ultimo, bensì in approfondimenti tematici talora focalizzati su un singolo autore, ma più spesso attraverseranno più autori – intendendo con quest'ultimo termine sì gli antropologi, ma anche storici dell'arte, sociologi, urbanisti, politologi e artisti. In altre parole, l'approccio diacronico della parte istituzionale-manualistica sarà affiancata da un approccio sincronico nella parte monografica.