Applicazioni digitali per l’arte
oppure, approcci critici al network
Il corso vorrebbe portare le e gli studenti a mettere in discussione l’approccio quotidiano e metodologico dell’uso del digitale, dal come vengono messe in circolo le immagini (proprie e altrui) al come elaborarle, riflettendo sugli strumenti che si possono utilizzare strizzando l’occhio alla questione ecosistemica / ecologica - indagando anche l’estetica degli strumenti che incontreremo.
Il corso si può immaginare utile sia riguardo la produzione di immagini (ex novo o remix) sia alla gestione della propria “immagine” da artista (stare sul web) che come momento di riflessione critica al network per eccellenza che usiamo quotidianamente: internet.
Programma
Attraverso piccole riflessioni teoriche si affronteranno temi come l’alterazione e la distribuzione dell’immagine, il concetto e la poetica del network, come funziona internet e l’intelligenza artificiale, un po' di critical design.
Il corso verrà modulato in base agli interessi della classe, ma di base il corso affronta, in pratica e fondamentalmente, l'uso di software per la manipolazione delle immagini (volgarmente, usare photoshop [non useremo photoshop ma GIMP, un software "open source" e gratuito, oltre che altri software come inkscape per vettorializzare immagini]) e la scrittura di codice HTML/CSS per la creazione di pagine web.
Useremo la piattaforma are.na per raccogliere gli esercizi da svolgere e per fare delle ricerche visive.
Pagina web del corso → https://habitattt.it/applicazioniDigitali/26/
Modalità didattica
Formalmente lezioni frontali, nella realtà dei fatti approccio laboratoriale e di discussione.
Software di base: GIMP, VSCodium (VSCode nel caso questo non funzioni bene [spesso Apple Silicon da problemi])
Ci saranno ospiti a lezione, tra artist3 che presentano la loro pratica (come: Benedetta Fioravanti che parla della sua pratica basata sull'immagine povera e found footage) o che propongo un momento laboratoriale (come: Jacopo Lega // Habitat T.P.U. per la creazione di un font)
Modalità di verifica e valutazione
Per accedere all'esame è necessario aver completato tutte le esercitazioni assegnate durante il semestre (visibile sulla pagina web del corso).
Necessaria lettura di un libro in bibliografia.
Presentazione di (da fare individualmente o a gruppi) un sito web o di un'opera o di un progetto "completo" (da stabilire caso per caso il significato di ciò durante i momenti ad hoc verso fine semestre)
Bibliografia
La società industriale e il suo futuro - Theodore Kaczynski - D Editore
Manifesto di Unabomber, figura che molto probabilmente conoscete. Il testo fa emergere le contraddizioni e le criticità del contemporaneo: scritto agli inizi degli anni '90 e pubblicato nei più grossi quotidiani statiunitensi - pubblicazione in cambio di un totale stop di attacchi.
"[...] abbiamo cercato di far immergere lettrici e lettori non solo nell’ultimo grande manifesto della storia dell’anarchia, ma anche nella mente di un uomo che ha rappresentato paure e contraddizioni di una società senza scrupoli: quella tecnologica-industriale."
Nuova Era Oscura - James Bridle - NOT ed.
Un "classico", è già del 2018 ma purtroppo le sorti non sono "cambiate" ma solo peggiorate:
"Internet, la rete e le tecnologie digitali avrebbero dovuto illuminare il mondo: l’hanno invece precipitato in un pozzo oscuro in cui a proliferare sono teorie del complotto, sorveglianza di massa, crisi del pensiero e catastrofe ambientale. Ma com’è stato possibile che strumenti dal così grande potenziale ci abbiano infine condotti alla soglia di una nuova era oscura, un vero e proprio medioevo digitale dominato da disuguaglianze sempre più laceranti e scarsa comprensione del mondo che ci circonda?".
6|5 - Alexandre Laumonier - NOT ed.
Un libro stupendo, un saggio che si legge come un romanzo. Una storia dal punto di vista di un... algoritmo. Racconta la finanza contemporanea, molto diversa dall'immaginario che abbiamo in testa (tipo le scene caotiche di persone urlanti nella borsa di NY o Milano).
"In 6|5 a parlare è Sniper, un algoritmo non particolarmente complesso eppure ugualmente micidiale, che qui racconta i mercati borsistici a partire dallo scambio fisico dei sacchi di grano e fino agli spasmi incontrollabili della finanza ad alta frequenza. In 6|5, straordinario saggio che si legge come un romanzo, è mostrato il presente già distopico della nostra economia, parassitata dalla tecnica e diretta verso una sempre più probabile rovina."
The Eye of the Master: A Social History of Artificial Intelligence - Matteo Pasquinelli - Verso ed.
Non l'ho ancora letto, ma un mio caro amico e collega me l'ha consigliato mandandomi un paragrafo. Me lo leggo anche io (in inglese).
"Computer algorithms have always imitated the form of social relations and the organisation of labour in their own inner structure and their purpose remains blind automation. The Eye of the Master urges a new literacy on AI for scientists, journalists and new generations of activists, who should recognise that the "mystery" of AI is just the automation of labour at the highest degree, not intelligence per se."
n articoli da Medial Disorder (sono usciti due edizioni) - AAVV - Inactual
Una raccolta di scritti da varie autrici e autori di diverso calibro che parlano di urgenze nel marasma tecnologico.
"[...]unendo alcune delle voci più autorevoli a livello internazionale insieme a quelle di giovani autorə e ricercatorə emergenti, componendo così un compendio transgenerazionale fondamentale a chiunque voglia affacciarsi e approfondire la questione tecnologica contemporanea da una prospettiva multidisciplinare (filosofica, politica, artistica, culturale, antropologica, di genere, postcoloniale, ecologica, psicoanalitica e neuroscientifica)."
Semiotics of the End - Alessandro Sbordoni - Becoming Press
Ultimo libro che ho letto, una lucidissima e profonda analisi sulla nozione di "fine del mondo" e la violenza delle immagini nel nostro bel panorama contemporaneo (che fatica vivere........) (in inglese)
“To quote Alessandro Sbordoni: ‘as the end gets nearer, more is yet to come'. So maybe we already live (in) the end of the world, an end which stretches on endlessly, with no possible resolution." - Slavoj Žižek