Undicesimo incontro della rassegna
CROSSOVER/ATTRAVERSAMENTI
sperimentazione creativa e contaminazioni fra immagine, narrazione e progetto
Martedì 21 maggio
ore 17.00 / Aula Magna
Il cinema nell’intramontabile presenza dell’arte. Quale futuro?
Loretta Guerrini dialoga con Silvia Spadoni
Loretta Guerrini
Tiene corsi e lezioni presso l’Università di Bologna dal 1984 nel campo analitico del film, con una particolare attenzione alla teoria e alla prassi dell’audiovisivo, del film e del documentario. Ha partecipato a congressi nazionali e internazionali in qualità di relatore e di organizing committee. Ha tenuto lecture presso Università straniere e nazionali. Attualmente è docente di “Analisi del film e di scrittura per il cinema e la televisione”, presso il Dipartimento delle Arti visive performative e mediali dell’Università di Bologna. L’evoluzione della sua attività di ricerca è strutturata in un progetto sino a oggi suddiviso in tre periodi: dal 1979 sino al 2002 produce una serie di studi e lavori sul tema del rapporto tra Cinema, Filosofia e Teologia. Nel secondo (2002-2006) applica i risultati teorici elaborati in precedenza nel mondo della didattica e della prassi dell’audiovisivo tramite il suo incarico di docente universitario e conducendo esperienze quali quella di scientific advisor di nuove iniziative multimediali a livello internazionale. (E-TV)
Dal 2007 le sue attività di ricerca ed insegnamento, vissute e sperimentate attraverso una sostanziale sinergia operativa, hanno trovato nell’area della relazione Cinema – Pedagogia l’ambito per lo sviluppo di nuove frontiere di ricerca e tra queste e la Filmagogia.
Su questa direttrice ha promosso, curato e sviluppato in prima persona i due Convegni Nuovi Orizzonti dell’Iconosfera e Filmagogia1. La sua esperienza in ambito multimediale ha motivato lo Stato di San Marino ad attribuirle il ruolo di Membro della Giuria per la selezione degli artisti in occasione della 54.ma Biennale di Venezia nel 2011.
Ciclo di conferenze a cura di Piero Deggiovanni
Insegnamento di Estetica dei Nuovi Media
Aula Arcangeli (ingresso dalla Pinacoteca)
giovedì e venerdì alle ore 14.00
a partire dall’ 11 aprile 2013
Alcuni tra i principali interpreti del complesso rapporto tra le arti visive e i mass media, racconteranno la loro personale ricerca in oltre vent’anni di attività, testimoniando con le loro opere, la rapida evoluzione tecnologica dei mass media verso l’integrazione digitale dei dispositivi e dei software, nonché la loro invasività nel quotidiano, e nell’immaginario popolare.
La riflessione artistica sulla relazione tra arte e media nel nostro Paese ha condotto agli inizi degli anni Novanta ad un movimento eterogeneo condensato attorno ad alcune idee guida espresse inizialmente, e a lungo ribadite teoreticamente, dal critico Gabriele Perretta sotto la duttile definizione di Medialismo da lui formalizzato e concepito come luogo di compresenti differenze nell’approccio ai mass media. Successivamente si giungerà ad un clima diffuso di sperimentazioni con i nuovi media composto da singole personalità artistiche le quali, su un substrato Pop – spesso legato a icone della società dei consumi – hanno cercato di interpretare la sempre più invadente presenza dei media nella vita quotidiana e nelle arti. Verso la fine degli anni Novanta, addirittura, molti artisti si dedicheranno alla fotografia e alla stampa digitale, impegnandosi nella sperimentazione delle potenzialità creative dei software dedicati al ritocco, producendo immagini fortemente correlate a idee ancora oggi in dibattito, quali il riposizionamento identitario dell’uomo nelle relazioni sociali quotidiane e domestiche, la relazione uomo-macchina, l’economia del corpo e la sua mutazione, la simulazione come surrogato della realtà e ipotesi di futuro, giungendo recentemente alla riscoperta del simbolico e della tradizione storico artistica come imprescindibili paradigmi culturali.
Gli artisti invitati a tenere le conferenze personali, in forma di monografie sul proprio lavoro, fino ai loro esiti più recenti sono: Karin Andersen, Marco Bolognesi, Pierpaolo Campanini, Gabriele Lamberti, Antonella Mazzoni, Virginia Panichi Donati, Fabrizio Passarella, Marco Samorè.
PROGRAMMA________________________________
• 11 aprile – Fabrizio Passarella – http://www.fabriziopassarella.org
•12 aprile – Gabriele Lamberti – http://www.gabrielelamberti.it
•18 aprile – Karin Andersen – http://www.karinandersen.com
•19 aprile – Antonella Mazzoni – http://www.antonellamazzoni.it
• 2 maggio – Pierpaolo Campanini – http://www.kaufmannrepetto.com/artist/pierpaolo-campanini
• 3 maggio – Marco Samorè – http://tesco-faenza.blogspot.it/
• 16 maggio – Virginia Panichi Donati - http://www.virginiapanichi.com/#/home
• 17 maggio – Marco Bolognesi – http://www.marcobolognesi.co.uk
_____________________________________________________________________________________________
Corso di I Livello in Fotografia, Cinema e Televisione
Dipartimento di Progettazione e Arti Applicate
Decimo incontro della rassegna
CROSSOVER/ATTRAVERSAMENTI
sperimentazione creativa e contaminazioni fra immagine, narrazione e progetto
Martedì 14 maggio
ore 17.00 / Aula Magna
Parola descritta (arti fantasma)
Alessandro Bergonzoni dialoga con Silvia Spadoni
Jonny Costantino
FILMARE IL FLUSSO
tra paesaggio e passaggio
proiezioni
LE CORBUSIER IN CALABRIA
(2009, super8, colore, 11’)
di Fabio Badolato Jonny Costantino
(BaCo Productions)
BEIRA MAR
(2010, digitale, colore, 14’)
di Fabio Badolato Jonny Costantino
(BaCo Productions)
Jonny Costantino è filmmaker e saggista, attualmente direttore responsabile del quadrimestrale “Rifrazioni. Dal cinema all’oltre” (www.rifrazioni.net) e codirettore di “Rivista” (www.rivistaonline.net). Con Fabio Badolato (filmmaker e produttore indipendente) nel 2005 fondano la BaCo Productions (www.bacoproductions.org), entità bicefala attraverso cui realizzano i loro film: Jazz Confusion (lm, 2006), Mimesi (cm, 2007), Storie dell’occhio (cm, 2008), Le Corbusier in Calabria (cm, 2009), Beira Mar (cm, 2010), Il firmamento (cm, 2012), co-sceneggiato con Antonio Moresco (info@bacoproductions.org per la stampa: press@bacoproductions.org).
Sandro Sproccati su BaCo Productions
(estratto da BaCo Produtions. Lo sguardo infinito dell’antidocumentario,
in “Rifrazioni. Dal cinema all’oltre” n. 3, maggio 2010):
La premiata ditta Baco Productions (Fabio Badolato e Jonny Costantino) si insinua nella fessura, invero assai tumida, dell’anti-documentario (incisione stretta, dico, ma pronta a schiudersi, come ogni solco, vivo, che si rispetti) muovendo dal lato opposto rispetto ai casi sopra citati, ovvero partendo dal “documentario” tout court, ma implicandolo in un chiaro disegno metalinguistico che ne stravolge la consueta portata – e ancor più i consueti scopi – per farne strumento atto a trarre dalla “realtà dei fatti” materiale da costruzione (anche come materiale di recupero, di furto) in vista di una testualità filmica, di una semiosi audiovisiva, che si ponga più come indagine sulle potenzialità stesse dell’espressione cinematografica che come inchiesta sui soggetti (pre-testi pro-filmici, vita viva affrontata e riferita) di volta in volta tematizzati, e che quindi concorra a tracciare il senso, i limiti, le pulsioni, le inibizioni, le rimozioni, gli scarti, gli scatenamenti, le liberazioni, di una complessa quanto ambiziosa – sebbene altamente ipotetica, arrischiata – poetica dello sguardo. Nella logica, ovviamente, di uno sguardo che è più desiderante di quanto non sia oggettivo, più affamato che sazio, più gettato nella sua trionfale sconfitta che non appagato dalla conoscenza di ciò che vede (la quale sarebbe poi il presupposto della didattica documentaristica tradizionale). Una poetica e una logica che dunque finiscono per delineare la figura davvero eversiva di un occhio anti-albertiano, infinitamente mobile e sempre decentrato, talora per questo anche pressoché accecato, eppure iper-vedente proprio in quanto visionario, perché destabilizzato e sempre messo fuori gioco dall’ineffabile (superiore) invisibilità del reale.
Vito Teti su Le Corbusier in Calabria
(estratto da Lampi tra le rovine, in Le Corbusier in Calabria,
catalogo + dvd, Baco Produtions 2009):
Non so se siamo ancora in tempo e se la salvezza possa arrivare ancora da queste bellezze, rintracciate, indicate dai due registi con delicatezza e con parsimonia, con rispetto, quasi con timore. Non esistono ricette se non quelle che noi riusciremo a scrivere. Bisogna provare a raccontare, come fanno Fabio Badolato e Jonny Costantino, con persuasione e senza retorica, con uno sguardo fisso e mobile, aperto e chiuso, lontano e vicino, da fuori e da dentro. Mi giunge un certo sollievo nel vedere che non tutti hanno rinunciato a uno sguardo sincero, sofferto, capace di provocare domande e inquietudine, disposto a individuare le nostre rovine, interiori ed esteriori, senza catastrofismo. Si avverte l’urgenza di un nuovo sguardo, di un nuovo riguardo. Degli altri, di noi stessi, di quelli che arrivano, di quelli che partono, della terra, dei fiumi, della vita, non dimenticando una storia di difficoltà e di contrasti. Occorre camminare con delicatezza e con convinzione lungo la linea d’ombra che – come in questo film – separa il cielo dal baratro, l’altezza dall’abisso, la luminosità dalla ruggine, la perdizione dalla salvezza. C’è bisogno, forse, di una narrazione che sappia cogliere la verità dell’incubo e anche lo spazio del sogno. Le Corbusier in Calabria andrebbe mostrato nelle nostre scuole, agli insegnanti e ai giovani. Non è solo un bel racconto per immagini, ha molto da suggerire sulle bellezze del nostro paesaggio e sul rischio che venga distrutto, sulla necessità di guardare davvero con la mente e con l’anima, e offre impensati spunti di meditazione per affermare il senso delle regole, della legalità, dell’etica, senza le quali la bellezza che vorremmo cogliere e coltivare appare impossibile.
Adriano Piccardi su Beira Mar
(estratto da Dvd - Baco Productions,
in “Cineforum”, n. 504, maggio 2011):
Ciò che fanno Badolato e Costantino è spingersi in un territorio differente, laterale, trasversale: anche il termine documentario, che essi stessi utilizzano – immagino per comodità ed encomiabile modestia – per descrivere sinteticamente la loro attività, risulta stretto nel dar conto dell’effettivo approccio e dei risultati. […] Il recente Beira Mar (settembre 2010) giunge a conseguenze radicali condensando nei suoi quattordici minuti le premesse costruite nelle opere precedenti: lo sorregge una intenzionale casualità che imbuca la realtà di cui dovrebbe farsi “documento” in un affollato palcoscenico di fantasmi colti tra l’enigma e una precaria disposizione a esporsi, ironica e struggente.
Login - ABA BO - Via Belle Arti 54 40126 Bologna - Italy - phone 051.4226411 - fax. 051.253032 - C.F. 80080230370